|
18 giugno 2006
Daje ar coatto romanista!!!
Che tenerezza. Che compassione. E che soddisfazione (per loro). Ancora una volta possono scatenarsi. Eccoli che non aspettavano altro, i buzzurri, quelli che alla fine del secolo scorso dall'alt'Italia, dalla Campania, dagli Abruzzi e dalle terre lontane d'oltre oceano, sono tornati a popolare la sguaiata ed indolente capitale. Non erano romani, i romani di allora erano pochi e di questi, pochissimi erano ricchi ebrei ed il rimanente erano ignoranti contadini o pecorari. Già, i veri romani, contadini e pecorari. Però che bella oggi Roma eh? Che belle le case al centro, il caffè da S. Eustachio, le paste da Giolitti. Ed il sole tutto l'anno? l'ottobrata romana? la primavera al parco degli aranci? Campo de' Fiori? Era Roma pure prima dei buzzurri e oggi è la Roma dei Buzzurri. Come me. Quer coatto de Daniele De Rossi, invece, è romano da sette generazioni, come Francesco Totti, come Bruno Conti. I nonni dei nonni dei suoi nonni portavano a pascolare le pecore, quando i miei nonni amministravano in Emilia e quelli di altri buzzurri come me svernavano dall'altra parte del mondo osservando animali con una strana sacca sulla pancia o, forse peggio ancora, picchiavano su di un tamburello vestiti da pulcinella per dilettare invadenti ed antipatici borboni. I buzzurri, come me, non potranno mai essere veri romani, ma romanisti veri si. E da romanisti si può provare a capire meglio la natura di una città che inspiegabilmente ogni giorno si becca le critiche di chi da buzzurro la vive e ne gode criticandone il modo di essere. Daniele ha fatto una cazzata, il suo mondiale è giustamente finito come giustamente finì l'europeo di Totti, ma da qui a chiedere l'ingresso in campo dei "bravi ragazzi" Del Piero e Inzaghi per combattere l'ipocrisia dei campetti della periferia romana ce ne passa. Come del resto sono inutili i "l'avevo detto che er coatto sbroccava", verrebbe da rispondere: "Ma dai?! Sei un grande!".
Non si può essere quello che non si è.

Io abito a Roma da più di quindici anni, ma non potrò mai essere un vero romano. Sono romanista e questo mi basta. Mi basta a non essere d'accordo con quei non romanisti che attaccando Daniele oggi e Francesco quasi tutti i giorni, si spacciano per veri romani.
| inviato da il 18/6/2006 alle 17:22 | |
|